PER OPPOSIZIONE AFFERMAZIONE.

Il testo qui di sèguito dopo il corsivo è una mia recensione per un libraccio utile ma inutilizzabile e non è solo una recensione perché vi si trova altro e non solamente alluso né soltanto riferito bensì anche espresso. Lo inserisco non quale recensione ma per ciò che di differente vi si trova e senza illazioni. (il libro ovvero ‘libraccio’ ha per titolo in traduzione italiana “Origini” e per autore tal Jim Baggott.)

La storia che va dal famigerato “big bang” all’altrettanto famigerata “evoluzione dell’uomo” principia non da riferimento ma da assunto in cui rilevazioni fisiche e dati di acustica sono confusi quindi le rilevazioni formulate senza riscontro, terminando non in riferimento ma in altro assunto, nel quale le evoluzioni delle forme viventi sono confuse col divenire della vita, non in virtù ma in forza di confusione tra studi di morfologia e metodo biologico, tra prassi scientifica generale biologica ed applicazione biologica particolare di metodo. Proprio la prima indistinzione, diretta, occasiona l’altra, indirettamente da àmbito altrui ripetendo altrui indistinzione e con maggior disastro. Questo disastro è esito del positivismo, il tentativo irrisolto di ottenere dai dati scientifici più del possibile, che nella ostinazione di una soluzione assume il linguaggio dello scientismo, sfociando in forme di vera e propria illazione antiscientifica. In questo libro però se ne critica l’èsito, pur senza criticarne l’inizio; infatti il pregio sta nella dimostrazione di insensatezza, il difetto nella presentazione di tematiche subculturali, con nessun beneficio per il vero progresso scientifico, dato che la scienza è fatta anche di un patrimonio culturale-linguistico; ma perlomeno con possibile vantaggio della conservazione di risultati effettivi da una ineffettiva risultanza. Infatti si tratta in un certo senso di letteratura confessionale, di un resoconto di assurdità. L’autore comprende bene di star elencando tra dati della scienza immense ed insensate congerie, attuando elencazione proprio per scopo di mostrarne il non valore (ci riesce bene); ma non si avvede della bassezza e negatività di esse, di quanto siano ‘scontrose’ nei confronti del patrimonio scientifico altrui, anche della fisica statica e teorica, della chimica, della ottica oltre che della acustica; della biologia e morfologia e soprattutto della antropologia, per la quale “Sapiens” è ruolo antropologico non conformazione di umanità stessa e per la quale è del tutto non pertinente far ritratti di esseri che potrebbero esser bestie o umani ma che non son esseri reali né viventi. Insomma non è possibile interlocuzione ed intellettualità di merito scientifico con tesi inadeguate intellettualmente e linguisticamente aliene; tuttavia il poco di buono in cui questa pubblicazione consiste è nello smentire gli stessi maggiori inadeguati ed alieni a vera cultura della scienza… E inoltre tutte le cronologie riportate da J. Baggott sono antiquate perché sostituite da altre rilevazioni. Il tempo intercorso tra inizio del Pianeta Terra e tra inizio della vita del Pianeta Terra secondo ultime perizie è maggiore e le età biologiche della vita terrestre sono deducibili in successioni e scansioni molteplici. Ma questo potrebbe creare replicazione ad idenfinito, se non si tenesse conto della arbitrarietà e non indipendenza degli assunti suddetti. Infatti essi derivano anche da concezioni erronee intorno all’uso delle armi da fuoco e al non uso degli ordigni atomici, erroneità insinuatasi attraverso procedure tecniche spurie commiste a reali procedure tecnico-scientifiche. La scienza acustica studia “lo spettro sonoro” che è la sonorità di fondo entro cui soltanto le onde sonore si possono propagare e che precede e conforma le emissioni dei suoni. Ma cattivi pistoleri in Estremo Ovest non gradivano tanta conoscenza di suoni, sostenuti già dai tempi degli scoppi artigianali da pessimi artificieri del Vicino Oriente. È in quest’ultima vicenda di violenza subculturale che si trova comprensione profonda della nozione usata dai fisici e che è falsamente teorica, della espansione incontrollata detta “big bang”; infatti la vera nozione è quella della non-separatezza uniforme, cui si deve al fisico Planck la relativa scoperta e da cui deriva espressione divulgativa “muro”. Da immaginarsi sorta di muro liquido, come una cascata di un fiume… Nel libro di Jim Baggott invece tutto ciò non è vero oggetto del pensiero diretto, che vale solo per affermare negando, non per descrivere. Baggott constatando tali limiti non ne definisce il valore. MAURO PASTORE